mercoledì 22 gennaio 2014

Il monte-dinosauro: il Summano

di Jenny Bassa

Il monte Summano visto dalla strada del Costo
Che sia giorno o notte poco importa: quando stai quasi per raggiungerne i piedi, ne hai paura perché temi si possa svegliare da un momento all'altro, girarsi e spazzare via te e tutto quello che gli sta attorno per chilometri.
E' l'effetto che mi fa il monte Summano, specie se mi avvicino da sud-est, da Thiene-Zanè-Carrè, per capirci. E' lì che si percepisce l'infrangersi, di botto, della sterminata Pianura Padana contro i primi rilievi, le Prealpi. In un attimo si passa da 2-300 metri sul livello del mare a 1300.
Tanto che a chi abita sul versante nord (a Cogollo del Cengio, in particolare) la forma del Summano appare decisamente conica, ancora meglio vulcanica, di qui le persistenti leggende metropolitane per cui il monte sarebbe un vulcano spento da tempo.
Se ci fai il giro intorno però e lo osservi da Carrè, appunto, sarà perché emergono alcune protuberanze lungo i fianchi, ma par di stare alle spalle di un gigantesco animale preistorico, un dinosauro accovacciato, mentre riposa. La suggestione è peraltro alimentata da una vegetazione boscosa fitta fitta, ininterrotta e verde scuro, che par proprio il manto di una bestia selvatica.
Un monte misterioso, il Summano, che attrae lo sguardo da chilometri di distanza, da sempre. Meta di pellegrinaggi e sede di templi pagani sulla sommità, dove ora pure si trova un enorme Cristo crocifisso in metallo.

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